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Ispirazioni: Beltane, festa dei fuochi e di rinascita


Questa sono io nel 2019, fotografata da Lorenzo Berni Elene Photography


Maggio, mese luminoso e pieno di vitalità, che porta i primi caldi e meravigliose fioriture colorate, dove la natura esplode rigogliosa e intrisa di pura bellezza: il primo giorno di questo mese sancisce la festa di Beltane! In questo post ti racconto la storia e le tradizioni di questa giornata, e più in fondo troverai delle idee su come festeggiarla anche stando in casa!


Beltane o Beltaine è una festa pagana molto antica risalente alle popolazioni celtiche gaeliche, ma ancora celebrata ai giorni odierni come uno degli otto sabbat della Ruota dell’Anno, legata al ciclo delle stagioni e all’alternarsi di solstizi ed equinozi.

Il nome deriva dall’antico irlandese per “fuoco luminoso” o “splendente”, e dal dio celtico Bel o Beleno, dio della rinascita, della luce e del fuoco.


Beltane si trova a metà tra l’equinozio di primavera e il solstizio estivo. È inoltre esattamente opposta a Samhain (meglio conosciuta come Halloween): se a Samhain si festeggia la morte, a Beltane si celebra invece la rinascita e la vita nel pieno della sua energia.

Gertrude Hoffman fotografata da Frank Bangs, c.1917


In realtà, è una festa che trova i suoi corrispondenti anche in altre culture, che discendono sempre da tradizioni antiche legate alla bella stagione, ai fuochi sacri, alla fertilità e al rinnovarsi della vita: in Germania si festeggia la “notte di Valpurga”, mentre in Italia questo giorno prende il nome di Calendimaggio. È conosciuta nei paesi anglosassoni anche come “May Day” ovvero Primomaggio.


Tradizionalmente, Beltane indica il primo giorno d’estate, sebbene ai giorni nostri sia più l’indicatore dei giorni che si allungano e di un’estate che si sta avvicinando.

Le ballerine di Marion Morgan posano come ninfe della foresta; titolo ‘Summer’. Scatto pubblicato in Theatre Magazine, 1918


I popoli antichi, molto integrati con i ritmi della natura, in questi giorni cominciavano tutte le attività estive legate alla terra e all’allevamento. Il bestiame veniva portato verso i pascoli estivi, e uno dei riti di Beltane più diffusi consisteva nel farli passare tra due grossi falò per purificarli tramite il calore e la cenere, come simbolo di buon auspicio. Il gesto di attraversare i due fuochi veniva imitato anche dalle persone; si usava anche saltare vicino ai fuochi gemelli per predire l’altezza del raccolto.

In questo giorno sacro, che aveva inizio la sera precedente, si cantava, danzava e pregava davanti ai falò, per chiedere abbondanza di raccolti e una buona stagione. Poi si passava la notte sotto le stelle, nei boschi, a stretto contatto con la natura lussureggiante.

Oberon, Titania and Puck with Fairies Dancing by William Blake, c.1786


Il fulcro principale di Beltane è la celebrazione della fertilità, dell’amore, del corteggiamento e della rinascita della vita.

Il rituale tradizionale in questo senso rappresenta l’unione della Dea Madre (dea Flora in alcune tradizioni) con il Dio Sole (o anche “Uomo Verde” o il dio della Foresta secondo altre versioni): le nozze sacre tra l’elemento maschile e quello femminile, per fecondare la terra e donare vita e prosperità. Nell’antichità, per celebrare l’unione della Dea con il Dio, si danzava intorno ai falò e poi ci si rifugiava nel bosco con il proprio amante; i bimbi concepiti in questa notte sacra erano benedetti.

Illustrazione Beltane by Natasa Ilincic, la trovi in vendita sul suo negozio Etsy


Brunnhilde throws herself into Siegfrieds arms, illustrazione di Arthur Rackham per il ciclo de L’anello del Nibelungo di Wagner


Un’altra tradizione legata alla fertilità è il Palo di Maggio: un bastone di legno piantato nel terreno a cui venivano attaccati dei nastri colorati, spesso rossi e bianchi (rosso per il Dio, bianco per la Dea), e attorno a cui donne e uomini danzavano tenendo ognuno l’estremità di un nastro, creando così intrecci che erano simbolo dell’unione tra la Dea e il Dio.


May Day by Phoebe Wahl


Si andava nei boschi a raccogliere fiori e poi si creavano ghirlande per adornare i capelli, le case, le tavole, le porte e persino gli animali. I fiori favoriti erano campanule, biancospino, primule, sorbi, calendule… e tutti i fiori bianchi e gialli di stagione, che richiamano il colore del fuoco e del sole.


Si credeva inoltre che nel primo giorno di maggio le acque selvatiche fossero magiche: perciò si usava raccoglierle (persino la rugiada!) e utilizzarle per bagni e trattamenti di bellezza!